I principali ostacoli alla meditazione e come sconfiggerli

Scopri le difficoltà che potresti incontrare quando mediti e come superarle

La meditazione fa bene ed è molto utile sotto vari punti di vista, centinaia di studi scientifici lo dimostrano. Sappiamo che ha effetti benefici su corpo, mente e psiche, eppure non abbiamo ancora iniziato a meditare (la scusa spesso è che non abbiamo tempo, o non sappiamo come fare, quando in realtà non ne abbiamo voglia, ci manca la volontà) oppure abbiamo meditato per un periodo e poi smesso, perché era difficile o non vedevamo i risultati sperati.

La scelta di meditare è una scelta di salute e benessere, è un volerci bene, è un rispetto verso il nostro corpo e un desiderio di stare meglio, di evolvere. E’ anche un impegno, a volte difficile da mantenere. Il segreto è vivere la meditazione non come un dovere, ma un piacere, un momento tutto per noi, necessario e imprescindibile per poter vivere nella società odierna così veloce e stressante.

Infatti con la pratica ci ricarichiamo di energia positiva e riusciamo a far fronte a problemi e sfide quotidiane in modo diverso, più sereno e fiducioso, senza ansia.

Quando meditiamo ci potremmo trovare di fronte a delle difficoltà che è bene conoscere per poterle affrontare e superare. Vediamo i sei ostacoli principali alla meditazione e come sconfiggerli.

1.    Il principale ostacolo che incontrano quasi tutti durante la meditazione, è la scarsa capacità di concentrazione dovuta ad un continuo flusso di pensieri di vario tipo. Cerchiamo di liberare la mente, ma non ci riusciamo. Un semplice esercizio a questo scopo consiste nell’immaginare i tuoi pensieri come se fossero la scena di un film che stai guardando su uno schermo di fronte a te. Poniti nell’atteggiamento del semplice spettatore, non come attore coinvolto nel film. Osserva le scene del film (cioè i tuoi pensieri) in modo distaccato, senza giudicarli, né giudicarti. Vedrai che piano piano ti distacchi da essi, fino a spegnere completamente lo schermo mentale e svuotare la mente.

2.    Un altro comune ostacolo che possiamo avere quando meditiamo è la distrazione dovuta a fastidi, pruriti o difficoltà varie a livello corporeo. Solitamente si suggerisce di stare seduti a gambe incrociate (sukhasana) o seduti sui talloni (Vajrasana). Queste posture per molte persone sono molto scomode e rendono la meditazione quasi impossibile per i dolori o fastidi alla schiena, alle anche, alle ginocchia o perchè si blocca la circolazione sanguigna in un piede o una gamba. Per evitare queste difficoltà, sarebbe opportuno praticare costantemente le asana dell’Hatha Yoga, in modo tale da preparare il corpo a rimanere fermo e seduto a lungo senza problemi. In alternativa ci si può sedere a terra con le gambe allungate e la schiena appoggiata al muro (facendo attenzione a mantenerla dritta) oppure seduti su una sedia, possibilmente senza appoggiarsi allo schienale, per evitare di ingobbirci e chiudere il diaframma. Per meditare cerchiamo quindi una posizione comoda e allo stesso tempo corretta, in cui potere rimanere a lungo, senza lasciarsi distrarre dai piccoli fastidi fisici.

3.    L’incostanza è un altro problema che spesso si incontra e ci impedisce di ottenere i risultati sperati. La costanza e la disciplina sono invece importantissime e fondamentali per raggiungere il proprio scopo. Il segreto è trasformare la meditazione in una sana routine quotidiana, come lavarci i denti o mangiare. All’inizio cerchiamo di meditare per almeno 21 giorni di seguito possibilmente alla stessa ora, questo aiuta a creare un’abitudine positiva e benefica. Inizialmente ci vorrà un po’ di sforzo per trovare il tempo e la voglia di praticare, ma una volta presa l’abitudine, sarà un vero piacere!

4.    I dubbi sono un ulteriore ostacolo che si può presentare quando pratichiamo, soprattutto all’inizio. La nostra mente mette in discussione l’utilità e il senso di quello che stiamo facendo, ricordandoci ad esempio quante cose dobbiamo fare e noi siamo lì a perdere tempo! Bisogna stare attenti alle resistenze interne che tentano di farci smettere di meditare, adducendo ogni tipo di scusa e presunto impegno inderogabile. Coltiviamo la fiducia e la pazienza, considerando tutti i fattori che incidono sull’efficacia della meditazione: magari stiamo praticando in modo scorretto, in un luogo o un orario non adatto, ad esempio quando abbiamo fretta o siamo troppo stanchi e ci addormentiamo. Analizziamo i vari aspetti della nostra pratica e proviamo a fare dei piccoli cambiamenti per scoprire come possiamo migliorare la nostra meditazione affinché diventi più efficace.

5.    Un altro ostacolo che si potrebbe presentare è la noia. Meditiamo sempre allo stesso modo e dopo un po’ ci stufiamo, ci manca la novità. Per evitare questo (e anche per altre ragioni) io consiglio la meditazione con i mantra, perché permette una grande varietà, sia di mantra (che sono migliaia) sia di prassi di recitazione. Si può variare la velocità del mantra (farlo più velocemente o più lentamente), il tono e la modalità di ripetizione (a voce alta, sussurrata, mentale o scritta). In questo modo non ci annoiamo e manteniamo la mente sveglia e attenta.

6.    I rumori esterni sono un altro elemento comune di distrazione. E’ piuttosto raro avere la fortuna di praticare in un luogo completamente silenzioso, quindi dobbiamo fare i conti con i rumori che inevitabilmente accompagneranno la nostra pratica: porte che si aprono e chiudono, voci dei vicini o in strada, traffico, campanello. Per evitare questo è bene innanzitutto spegnere il cellulare (togliendo anche la vibrazione!) e apprendere a isolarsi dall’esterno con il pratyahara, ovvero il “ritiro dei sensi”, controllando le influenze esterne. Si può fare in vari modi, tra cui usando delle posizioni delle dita delle mani (Shambavi Mudra e Yoni Mudra). Altrimenti all’inizio della meditazione, prova a prestare attenzione ai rumori esterni, per poi scegliere di ignorarli e concentrarti sui tuoi rumori interni o sul suono del mantra (se fai meditazione japa). In questo modo interiorizzi la mente e ti isoli dall’esterno.

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Articolo scritto dalla dott.ssa Federica Gorni pubblicato sulla rivista "Yoga Quotidiano" N.8 del 2020.

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